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Tra le scarpe più attese della fine 2022 c’erano sicuramente le NNormal di kilian Jornet, il nuovo brand nato dalla collaborazione tra il campione catalano e camper. Ad oggi ne esistono due modelli la più veloce kjerag e le più versatili tomir.  La recensione che di cui vi parlerò oggi è proprio di quest’ultime.

Partiamo con una breve descrizione puramente tecnica

La tomir è una scarpa unisex dal peso di 250g (taglia 42), ha intersuola in eva le cui caratteristiche sono leggerezza e durata, che, con uno stack da terra 31mm tallone 23mm punta (drop 8 mm) garantisce confort e ammortizzazione per allenamenti e gare su lunghe distanze. La suola è senza dubbio una dei punti forti della scarpa grazie al megagrip+  litebase di vibram  in una mescola esclusiva per NNormal con tasselli da 5mm è in grado di adattarsi ad ogni tipo di terreno in qualsiasi condizione.  Anche per la tomaia non è stato lasciato nulla al caso. Per combinare leggerezza confort e durata la scelta non poteva che cadere su una membrana in Matrix, un materiale di derivazione navale offre una maggiore resistenza alla abrasione e potenziali strappi, che viene cucito direttamente nell’intersuola.

Veniamo alla scarpa:

Stando a quello che compare sul sito di NNormal la tomir è “Per i corridori. Su tutti i terreni. Per tutte le avventure” ovvero quella che viene definita una scarpa polivalente. Visto la qualità costruttiva di cui parlavamo poche righe fa (suola vibram, membranan matrix cucina nell’intersuola) la tomir dovrebbe essere la scarpa tuttofare di NNormal che offre prestazioni e soprattutto durata, adatta sia per lunghi allenamenti che per le gare.

La prova:

Sto usando queste scarpe ormai da fine ottobre, ed ora che sto scrivendo questo articolo hanno sul groppone circa 450km. Ho aspettato a scrivere perché volevo veramente provare le scarpe in tutte le situazioni possibili e nel frattempo raccogliere qualche feedback da alcuni dei miei clienti più fidati.

Sarò sincero, al primo approccio la scarpa è nettamente controtendenza rispetto al resto del mercato, ovvero il primo impatto è di aver nei piedi una scarpa abbastanza rigida, e questo può lasciare perplessi al momento della prova in negozio.

A prima vista la tomir sembra una scarpa leggermente ingombrante e pesante ma una volta iniziato a correre una delle prime cose che mi ha colpito è la leggerezza della scarpa, nel corribile se non fosse per la sua suola così marcata non sembra neanche una scarpa da trail. L’intersuola da una sensazione di gran stabilità, che unita alla sua altezza da terra offre un’ottima protezione dal terreno. In discesa è come essere su un binario, la suola in megagrip+ tiene da paura, e la protezione che citavamo poco fa ti permette di spingere senza la minima incertezza indipendentemente da che stiate correndo su un single track particolarmente tecnico o giù in picchiata in un pascolo erboso (anche se bagnato), o sentiero infangato. La scarpa starà sempre al suo posto.  

Ottima anche la tomaia in matrix che con i lacci asimmetrici ruotano verso l’alluce, garantendo una migliore presa e riducendo i punti di pressione. Il risultato finale è una scarpa molto fasciante ma che ha comunque un buonissimo spazio davanti nella zona delle dita dei piedi, il che la rende molto comoda anche quando la si indossa per lunghe distanze.

Un’ultima nota sul discorso ammortizzazione. Quella “rigidità” di cui parlavo prima la si percepisce anche nei primi km di corsa, ma va via via calando dopo pochissime uscite, per poi non accorgersene più o almeno questo è quello che ho potuto percepire io. Ma una cosa curiosa che è emersa dal confronto con alcuni ragazzi a cui l’ho venduta è che questa sensazione sia un po’ più marcata in atleti particolarmente leggeri come il sottoscritto (peso 63kg), mentre è praticamente nulla in atleti oltre i 75 /80 in su, il loro feedback è di una scarpa comunque abbastanza morbida.

Conclusioni personali:

Le sei caratteristiche principali della Tomir sono senza dubbio leggerezza, comfort, durata, stabilità, grip e ammortizzazione (da non confondere con la morbidezza della scarpa), penso sia una apprezzata maggiormente da atleti che pesino oltre 70/75 kg ma che comunque sia vada benissimo anche per pesi inferiori.

Spero di sbagliarmi ma credo che sarà una scarpa che verrà poco capita perché il primo approccio è un pelo particolare, e da quella che è la mia esperienza in negozio la scarpa viene scelta perché piace dal primo secondo.

 

Siccome stiamo parlando di un modello che dovrebbe essere polivalente penso che un margine di miglioramento sarebbe quello di renderla più facile dalla prima calzata, ammorbidendola leggerissimamente così che la maggior parte del pubblico possa apprezzarne le sue qualità. Per il resto l’ho trovata una scarpa fantastica.

 

Alessandro Giovinetti

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